Il sole tardava a farsi vedere quel giorno e a 2000 metri senza di lui il freddo ti entrava dentro. La voglia di ritornare sotto le coperte era fortissima, si capiva da subito che non sarebbe stata un’alba magica come invece spesso accade da quelle parti. Nessuna nuvola, nessuna sfumatura, nessun colore carico pronto ad illuminarci. Quella levataccia per godere del sole delle dolomiti sembrava un buco nell’acqua, poi d’improvviso uno scalpitio dietro di noi ed eccoli, belli più del sole. Godevano di una libertà alla quale non siamo abituati e per questo incutevano un certo timore dovuto all’imprevedibilità dei loro gesti. Non potevo bloccarmi solo per questo, in fondo se erano liberi era perchè qualcuno gli aveva dato fiducia, e volevo dargliela anch’io e sopratutto volevo regalarmi un bello scatto prima di colazione. Mi avvicino lentamente, loro si fermano a distanze differenti, come se conoscessero i piani di messa a fuoco e la regola dei terzi. Lui, Marlon Brando dei cavalli, abbassa il muso, alza la zampa sinistra in posa plastica e agita la criniera al pari della migliore Bay Watcher sulle spiagge californiane. Grazie della collaborazione, ora posso andare felice a far colazione!