Sono stata in silenzio fotografico dall’inizio della quarantena, credo per una sorta di rispetto verso ciò che stava subendo il mondo. I miei campi fotografici sono frivoli e mal si sposano con le difficoltà che ognuno di noi sta affrontando. Ancora ora non riesco a pensare di postare una foto di un piatto o un appartamento di design, ma un fotografo è prima di tutto un documentarista e come tale, nei limiti delle mie possibilità da quarantena, non ho mai smesso di fotografare. Nei miei scatti non manca il bello, non riesco ad escluderlo, nemmeno in situazioni come questa.

Questa pandemia è entrata di soppiatto, negli anni ne abbiamo sentiti tanti di virus in giro per il mondo, qualcuno un pò più vicino qualcuno più lontano ma nessuno in grado di farci pensare “oddio, sta arrivando anche qui”. Era sempre abbastanza distante da noi e dalla nostra realtà. Stavolta è volato dalla lontanissima Cina e si è catapultato su di noi in men che non si dica, il giorno prima era al telegiornale ed il giorno dopo in casa nostra, al supermercato, negli ospedali, nei posti di lavoro.
Abbiamo dovuto tirare il freno a mano arrestando una vita frenetica e malsana, dare priorità a quella salute a cui spesso non vogliamo pensare perchè troppo presi dalle vicende quotidiane o perchè comunque è meglio posticipare che “quando vai dal medico è come andare dal meccanico: ti trova sempre qualcosa”… ma che vuol dire?

A me questa quarantena sta dando molto, mi sta riportando a quell’epoca della pre adolescenza in cui hai qualche dovere da svolgere, ma tanto tempo per farlo. Mi ritrovo a pensare, a guardare vecchi telefilm degli anni 80 per provare le stesse sensazioni di un giorno di scuola saltato e la mamma di ritorno dalla spesa quotidiana che arrivava con la graffe calda a metà mattina. Mica ci pensavi che stavi ingerendo circa 500 calorie ancor prima di pranzo? I pensieri erano leggeri. Lo sono anche adesso, molto più leggeri di molti di voi, un pò per scelta e un pò per fortuna che sia.

Ma tu ci pensi al dopo? Si, ci penso, ma non voglio pensarci tutti i giorni, ho altro da fare: devo prendermi cura della mia casa, del mio corpo, delle persone care e se riesco anche di qualche sconosciuto. Soprattutto non voglio pensarci con rammarico e sconforto. Sono una sognatrice lo so, chiedo scusa a tutti coloro che stanno vivendo grandi difficoltà in questo momento e vedono solo un futuro buio. Io non ci riesco, non voglio, non posso. La catarsi per me è importante, liberandosi delle zavorre e delle cose superflue. E se intorno a noi c’è il vuoto? Meglio, hai più spazio per fare entrare nuove cose.