Kranjska Gora è la prima tappa del nostro viaggio, una località sciistica che d’estate prova ad essere il punto di partenza per attività sportive. Sembra uno di quei luoghi di villeggiatura di montagna anni 80, ma ha un’aria piacevole.
Bello il Jasna Lake – che ha sullo sfondo il monte Triglav, paradiso degli escursionisti e arrampicatori – che si incontra subito prima di cominciare i tortuosi quanto bellissimi 52 tornanti del passo Vršič

Il bellissimo Soca, in italiano fiume Isonzo, ha un colore che sembra finto, ma è proprio così. Scorre trasparente tra rapide e strette gole rocciose dove attività come rafting e canyoning sono immancabili.

La chef numero uno al mondo, 2 stelle Michelin si trova a Kobarid, un lungo viale con alberi giganti anticipa la magia del luogo.
La cena da Hiša Franko prevede circa 20 piccole portate che tutte assieme formano un’esperienza. I giovanissimi camerieri sembra facciano questo da anni, conoscono le 20 portate alla perfezione e le raccontano ancora meglio.
Ogni ospite è speciale ed è così che ci si sente ad ogni morso, ad ogni vino, ad ogni sguardo.
“After every rain the sun comes out (A. Roš, Hiša Franko, 2021)”

Hiša Polonka è l’altra faccia di Hiša Franko, quella tradizionale e informale. Non sono riuscita ad andarci, ma è uno dei futuri obiettivi.

Le Gole di Tolmin, a pochi chilometri da Kobarid, sono un bel luogo dove trascorrere una mezza mattinata. A fronte di un biglietto di ingresso, una mappa vi accompagnerà alla scoperta di cascate, ruscelli e grotte.

Le parole che non devono mancare in Slovenia sono:
Glamping, Vino, Sport (o comunque movimento). Questa terra è perfetta per chi ama il bon vivre affiancato da un approccio molto sportivo.

Il lago di Bled mi ha stressato. E’ paesaggisticamente un bellissimo posto, forse il simbolo attualmente della Slovenia, ma è poco fruibile a meno che non ci si soggiorni giusto intorno. Girare in auto è stressante, per me che di solito sono in bici (che è il mezzo migliore per vederlo) è stato doppiamente uno schiaffo in faccia. Ad ogni modo è forse già troppo turistico, con una proposta gastronomica inesistente.

Di gran lunga più bello – ma molto più selvaggio e naturale – il lago di Bohinj, a pochi chilometri di distanza. Da qui partono alcune escursioni per il Triglav.

Theodosius Forest Village è probabilmente la perla di questo viaggio in Slovenia (Ana Roš a parte). Glamping in Vipava valley
Così impregnati nella natura, rispettosi, gentili, attenti. L’architettura quasi non si nota, le stanze sono tutte in legno, ben arredate e semplici, perchè è il sourround la vera cosa importante. E così ci sono finestre enormi ovunque, per sentirsi dentro la natura, ma con un tetto sulla testa. Uno dei luoghi più belli dove abbia mai dormito.
“Your temporary home, designed in accordance with the genius loci, is nestled in an enviroment with pleasant natural vibrations. The energy of the village is in harmony with the average energy state of a healthy individual and is therefore able to invigorate everyone.” Dalla loro Room Directory

Gostilna Podfarovž è a mio parere la fotografia perfetta della cucina in Slovenia attuale: in una cittadina con pochissimi abitanti e ancora non adeguatamente turistica (come probabilmente diverrà nel prossimo decennio grazie alle aziende vinicole) c’è una grande attenzione alle materie della propria terra e all’utilizzo di queste creando piatti tutt’altro che scontati, tutt’altro che tradizionali, nonostante la tradizione ci sia proprio tutta. Bravi.